Materiali da copertura per serre

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Materiali da copertura

Intro

La scelta del materiale più idoneo alla serra che vogliamo coprire è una cosa molto importante, ogni materiale ha delle caratteristiche proprie, conoscere e saper scegliere quello che più è giusto alle nostre condizioni climatiche ed aspettative vuol dire essere a metà dell'opera.

In questa pagina vengono spiegati e dettagliati i vari materiali maggiormente usati per coprire le nostre serre...

I materiali da copertura si suddividono in 2 tipologie:

  • film plastici
  • lastre rigide

Esistono inoltre lastre semirigide, per serre a tunnel o con archi e curvature, ma usate raramente in quanto viene preferito il film plastico.

L'effetto Serra.

Le nostre piante traggono la loro energia dalla luce (spettro solare visibile λ=360-760 nm), assorbendo le lunghezze d'onda comprese tra 400nm e 700nm e in particolare:

  • regioni del blu: clorofilla a (430nm), clorofilla b (480nm) carotenoidi (400-500nm)
  • regioni del rosso: clorofilla a (660nm), clorofilla b (650nm)

Per l'attività biologica sono necessarie radiazioni dello spettro invisibile infrarosso (IR), in particolare infrarossi ad onde medie (IRM) e infrarossi ad onde corte (IRC) con lunghezze d'onda comprese fra 1.200 e 2.500 nm.

Ogni oggetto irradiato da IRC e IRM riemette infrarossi ad onde lunghe calorifiche (IRL) lunghezza d'onda compresa da 2.500 ed oltre 15.500nm.

L'effetto serra è la capacita dei materiali da copertura trasparenti di farsi attraversare da IRC e IRM (onde non calorifiche) e di trattenere all'interno della serra le radiazioni IRL, creando così un microclima controllato.

I materiali da copertura devono avere queste caratteristiche:

  • assorbimento delle radiazioni in entrata (IRC e IRM)
  • trattenimento delle radiazioni in uscita (IRL)


I film plastici

Pro:

  • economici
  • leggeri e sottili, in commercio da 0,05 a 0,20 mm
  • richiedono strutture più leggere e quindi meno costose
  • maneggevoli
  • richiedono poca manutenzione
  • incolori o colorati (fotoselettivi)

Contro:

  • durata limitata

I maggiormente usati sono:

  • cloruro di polivinile (PVC)
  • polietilene (PE)
  • etilenvinilacetato (EVA)


Polietilene (PE)

Si tratta di un polimero fabbricato in film, il più usato per coprire le serre in Italia. In commercio è disponibile fino a 18mt di larghezza.

Pro:

  • economico
  • poco deformabile nel tempo
  • ottime radiazioni in entrata, ma che cambiano in base allo spessore del film.

Contro:

  • bassa durata
  • Dispersione del calore (non trattiene IRL)

Si sconsiglia l'uso di polietilene a bassa densità (PEBD-LDPE), sono più luminosi, ma trattengono meno calore (meno effetto serra), a meno che non siano trattati con additivanti.


Cloruro di polivinile (PVC)

Si tratta di un polimero fabbricato in film, addittivato con sostanze stabilizzanti che aumentano resistenza e flessibilità. In commercio è disponibile anche anticondensa e anticondensa a lunga durata.

Pro:

  • radiazioni in entrata 90%
  • radiazioni in uscita 32%

Contro:

  • deformazione (necessita di essere messo in trazione spesso)
  • rotture da forte vento


Etil vinile acetato (EVA)

Materiale intermedio tra PE e PVC, ha caretteristiche ottimali per radiazioni in entrata e in uscita, ottimo effetto serra.

Pro:

  • radiazioni in entrata ottime
  • radiazioni in uscita minime (trattiene IRL per un maggior effetto serra)
  • ottima resistenza agli UV
  • anticondensa
  • quasi indeformabile
  • Lunghissima durata (garantido fino a 33 mesi)

Contro:

  • costo elevato rispetto ad altri film plastici

In commercio esistono varie tipologie di EVA, il migliore è senza dubbio il "multieva" prodotto da EIFFEL [[1]]


Serra ultimata.JPG

Le lastre rigide

Pro:

  • lunga durata
  • ottima resistenza agli UV
  • ottima resistenza alle intemperie
  • rigidi
  • buone radiazioni in entrata
  • dispersione termica minore rispetto a qualsiasi altra copertura
  • semplice assemblaggio
  • richiedono poca manutenzione

Contro:

  • costo elevato
  • diminuzione della trasparenza (solo in alcuni tipi)
  • formazione di alghe sui pannelli

I maggiormente usati sono:

  • policarbonato alveolare
  • polimetilmetalacrilato(vedril)(PMMA)(plexiglass)
  • vetro

Policarbonato alveolare (PCA)

Il policarbonato è un poliestere dell'acido carbonico. Viene venduto in pannelli di vario spessore e ha la peculiarità di presentare delle camere d'aria all'interno che lo rendono particolarmente isolante. Spesso viene usato in alternativa al vetro a causa della sua leggerezza, facilità di montaggio e resistenza alle intemperie.

Pro:

  • peso (circa 10 volte meno del vetro)
  • resistenza alle intemperie
  • elevato punto di rottura
  • buona durata (perdita di trasparenza del 10% in 5 anni) i nuovi pannelli anti UV garntiscono la trasparenza per 10 anni.
  • bassa disperisione termica (la più bassa rispetto alle altre coperture)

Contro:

  • costo elevato
  • elevata dilatazione dovuta al calore
  • minor trasparenza alle PAR (photosynthetically active radiation) rispetto alle altre coperture (a seconda del tipo da 78-89%)

Polimetilmetacrilato (PMMA) (Plexiglas)

E' un polimero del metalacrilato di metile (MMA) che viene usato in alternativa al vetro per le sue peculiari caratteristiche.

Pro:

  • radiazione in entrata ottima (IRC IRM)
  • radiazione fotosinteticamente attiva (PAR photosynthetically active radiation), più del vetro
  • radiazione in uscita (IRL) 2% circa
  • buona rigidità (punto di rottura inferiore al policarbonato ma superiore al vetro)
  • scarsa conducibilità del calore
  • ottima durata (15 anni)
  • di facile montaggio

Contro:

  • costo molto elevato
  • necessitano pannelli di elevato spessore (10mm) per una bassa conducibilità termica (pari al PCA da 4mm)
  • peso elevato
  • elevata dilatazione dovuta al calore

Nomi commerciali: Acrivill, Deglas, Limacryl, Lucite, Oroglas, Perclax, Perspex, Plexiglas, Resartglass, Vitroflex e Trespex.

Vetro

Ne esitono di varie tipologie e spessore a seconda dell'uso che si intende farne. Oltre al normale vetro esiste per esempio il vetro retinato che posside un punto di rottura più elevato del normale vetro. La migiore tecnologia oggi in commercio è il vetro "hortiplus" che presenta sulla faccia esterna un sottilissimo foglio di ossido di stagno. Questo abbassa pesantemente la capacità di trasmettere calore all'esterno al punto da essere paragonabile a un doppio vetro con intercapedine di 6mm. (stima su pannelli da 4mm)

Pro:

  • radiazione in entrata ottima (IRC IRM)
  • radiazione fotosinteticamente attiva (PAR photosynthetically active radiation) 91% circa
  • radiazione in uscita (IRL) 1% circa
  • lunghissima durata
  • indeformabile nel tempo
  • costo non eccessivamente elevato

Contro:

  • fragilità
  • peso (10 volte più del PCA)
  • difficoltà di montaggio
  • pulizia superfice esterna periodica
Serra in vetro1.JPG Serra in vetro2.JPG Serra in vetro3.JPG

Voci correlate


Autori: Sonia80pi / Capensos

Img: Marco88 / Sonia80pi

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