Genlisea

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Genlisea
Genlisea
Nome scientifico: Genlisea
Nome comune: Genlisea
Famiglia: Lentibulariaceae
Distribuzione: America del sud; Africa
Habitat: torbiere
Tipo di trappola: a nassa




Indice

Descrizione

Genlisea violacea
Genlisea aurea

La Genlisea è una pianta carnivora di piccole dimensioni con foglie verdi (in alcuni casi tendenti al bluastro) disposte a rosetta. I fiori di queste Lentibulariaceae si presentano, a seconda della specie, con colorazioni differenti come il viola, il giallo, il blu, il bianco, il rosso e il rosa. Attualmente sono conosciute circa 25 specie del genere Genlisea, fra cui troviamo: G. africana, G. angolensis, G.barthlotii, G.glandulosissima, G.hispidula, G.margaretae, G. pallida, G. stapfii, G.subglabra, G.aurea, G.filiformis, G.glabra, G.guianensis, G.lobata, G.pygamaea, G.repens, G,roraimensis, G.sanariapoana, G.uncinata e G.violacea. Nel 1833 sono state scoperte le prime 5 specie in Brasile, da Auguste de Saint – Hilaire, un botanico.

Habitat

Le genlisee sono distribuite nelle regioni tropicali dell’Africa, in America del Sud ed in Madagascar. Queste piante vivono in luoghi umidi: alcune sono acquatiche/semiacquatiche, altre hanno comunque bisogno di un tasso di umidità abbastanza elevato.


Trappola

Le trappole della Genlisea si trovano sottoterra ed il metodo di cattura utilizzato è quello della nassa. Le trappole sono foglie modificate (non sono radici, a dispetto di quanto possa sembrare) a formare delle strutture cave ad "Y", che ricordano sia per forma che per metodo di cattura (una volta entrati non si esce) le tipiche trappole per aragoste, dette appunto nasse. Queste piante si nutrono di piccole forme di vita, quali protozoi (spesso del genere Paramecium ), nematodi (vermi) e altri. Queste prede sono attirate da particolari secrezioni di sostanze chimiche prodotte dalla pianta. Quando la vittima entra nella trappola viene "condotta", grazie a dei peli, nello "stomaco" della pianta. E’ impossibile scappare dalla Genlisea : i peli sono rivolti verso l’interno e impediscono la retromarcia. A seconda delle specie il rapporto tra le misure di foglie e trappole cambia, anche di molto.

Genlisea estratta dal vaso: si notino le trappole a nassa
foto al microscopio, trappola di Genlisea
Schema trappole Genlisea

Coltivazione

Temperatura

Le temperature ideali per questo genere di piante sono situate entro i 18 e i 35 gradi centigradi. La pianta sopravvive anche se è piu’ freddo, ma la sua crescita diminuisce. Non scendere mai sotto i 15 gradi.

Luce

Molta, ma mai il sole diretto che potrebbe rovinare l’apparato fogliare.

Acqua

L'acqua non deve mai mancare. Usare acqua distillata, piovana o da osmosi inversa. Alcuni consigliano di diminuire un po’ il livello idrico in inverno, ad un quarto dell’altezza del vaso; invece durante le altre stagioni l’acqua dovrebbe raggiungere il bordo del vaso.

Umidità

Non meno del 60%.

Substrato

Ci sono vari substrati idonei per queste piante. Ecco alcuni esempi: sfagno vivo, sfagno secco reidratato, torba + perlite, sabbia silicea + sfagno secco reidratato. Se si sceglie l’uso della torba, si consiglia di mettere un po’ di sfagno sulla superficie per evitare l’insorgenza di alghe che nuocciono alle genlisee. Quando si usa lo sfagno vegetante bisogna stare attenti che non sommerga la Genlisea.


Riposo vegetativo

Le genlisee vivono in paesi tropicali dove la differenza termica tra le stagioni è pressoché nulla, quindi NON fanno riposo vegetativo.


Rinvaso

Durante il rinvaso, che va effettuato solo se il substrato marcisce o il vaso diventa troppo piccolo, bisogna stare attenti a non rovinare le trappole. Per questo motivo, se il substrato è formato da sfagno, il rinvaso risulta piu’ semplice poiché è sufficiente estrarre la pianta con il "blocco" di sfagno e trappole e metterlo nel nuovo vaso.

Riproduzione

  • Semina : sconsigliato. Il tasso di germinazione è molto basso in coltivazione. Se si decide comunque di seminare si consiglia l’uso di sfagno secco reidratato o torba setacciata.
  • Talea : per effettuare talee di Genlisea bisogna semplicemente prelevare una foglia (con la parte bianca del picciolo, dove si trovano le cellule meristematiche) e adagiarla su sfagno vivo. I primi risultati si possono vedere dopo 1-2 mesi.
  • Divisione : la divisione è il metodo che dà maggiori risultati. Bisogna semplicemente dividere a metà la pianta e invasarla.


  • Autore: Anna
  • Supervisione: Claudio
  • Fonte IMG: Anna, Muscipula59
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