Sarracenia

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Sarracenia
Sarracenia leucophylla
Nome scientifico: Sarracenia
Nome comune: Sarracenia
Famiglia: Sarraceniaceae
Distribuzione: America settentrionale, Florida, Alabama, Carolina
Habitat: torbiere
Tipo di trappola: ad ascidio






Indice

Descrizione

Le piante del genere Sarracenia sono erbacee perenni dotate di rizomi. Le foglie sono imbutiformi (Sarracenie ad ascidio eretto) o a coppa (Sarracenie con ascidio a pozzetto) Questa differenza di forma comporta anche due metodiche di cattura: le Sarracenie ad ascidio eretto (S. flava, S. alata, S. rubra, S. oreophila, S. minor, S. leucophylla) sfruttano la forma conica e pareti scivolose per impedire la fuga della preda, le Sarracenie ad ascidio a coppa (Sarracenia purpurea) invece raccolgono l'acqua piovana con i loro ascidi, creando dei "pozzi" nei quali le prede annegano. Fa eccezione la S. psittacina, che essendo originaria di zone spesso sommerse dall'acqua, ha sviluppato un metodo di cattura molto particolare. Gli insetti sono attratti sia da una secrezione di nettare sia da una combinazione di colori e profumi.

Le foglie producono enzimi per digerire le prede, quali proteasi, amilasi ecc. che forano l'esoscheletro polisaccaridico (chitina) degli artropodi....gli enzimi a questo punto penetrano e digeriscono l'insetto dall'interno...le sostanze, una volta disciolte, fuoriusciranno all'esterno del cadavere e verranno assorbite dalla pianta. Gli esoscheletri, solo parzialmente digeriti, si accatasteranno l'uno sull'altro, e li ritroveremo a fine stagione, quando taglieremo gli ascidi secchi.

Ulteriori dettagli circa la cattura e la digestione delle trappole ad ascidio li potete trovare a questa scheda.


Tipica Sarracenia ad ascidio eretto: S. leucophylla
Tipica sarracenia con ascidio a pozzetto: S. purpurea Ssp. venosa. Notare l'accumulo di acqua piovana all'interno dell'ascidio, dove è anche caduta una rana
Ecco un ascidio di Sarracenia aperto a fine stagione vegetativa: si possono vedere i resti accatastati delle prede digerite
Ecco un ascidio di Sarracenia aperto a fine stagione vegetativa: si possono vedere i resti accatastati delle prede digerite

Distribuzione ed Habitat

Sarracenia dist.gif


Sette delle otto specie del genere Sarracenia hanno una distribuzione ristretta alla costa sud-orientale degli Stati Uniti; solo la S. purpurea si estende a nord sino alla zona dei Grandi Laghi ed nel sudest del Canada. Al di fuori del suo territorio di origine S. purpurea è stata introdotta in alcuni paesi europei, ove si è naturalizzata. Tra questi Svizzera,Irlanda, Gran Bretagna e Germania.

Come altre piante carnivore vivono in ambienti umidi, con un basso pH, i cui nutrienti, in particolare l'azoto, è scarsamente presente nel substrato e reso indisponibili dal basso valore del pH. Le Sarracenie necessitano di integrare il loro apporto di azoto mediante la cattura di prede e hanno un vantaggio competitivo rispetto alle altre piante dalle sostanze che ricavano dalle loro prede animali. Riescono quindi a crescere in ambienti molto ostili per le comuni piante.



Tassonomia

Il genere Sarracenia appartiene alla famiglia delle Sarraceniaceae, a cui appartengono anche i generi Darlingtonia e Heliamphora.

Consta di 8 specie, alcune delle quali presentano varietà e/o sottospecie.

Le specie sono:


Variabilità

Le Sarracenie hanno una grandissima variabilità fenotipica, quindi prendere 20 semi di una stessa specie e varietà, per esempio Sarracenia flava var. cuprea, significa avere 20 flava var. cuprea DIVERSE, ovvero tutte distinguibili (una venuzza, intensità di colore, grandezza ascidio, ecc) l'una dall'altra. Ed è questa immensa diversità che spinge gli appassionati di Sarracenie a coltivare centinaia di piante, che apparentemente, leggendo la growlist, sembrerebbe essere un ammasso di piante con lo stesso nome. Naturalmente questo discorso è valido soltanto per piante diverse geneticamente ovvero nate da seme o comunque cloni diversi (e qui entrano in gioco i vari codici allegati alle piante dei coltivatori, come Mike King ecc, che servono a far capire che la pianta X è diversa dalla pianta Y, anche se hanno lo stesso nome), perchè due divisioni da rizoma della stessa pianta, saranno effettivamente la stessa pianta e quindi identiche in tutto e per tutto. Quando piante hanno caratteristiche veramente uniche possono esser registrate come Cultivar

Si rimanda alla scheda sui Cultivar di Sarracenia per ulteriori dettagli.

Anatomia della pianta

Rizoma

Rizoma1har.JPG
Ecco un tipico rizoma di Sarracenia


Tipo di trappola

Il tipo di trappola delle Sarracenie è un classico esempio di trappola ad ascidio.

Ora ne vedremo in una sequenza fotografica l'evoluzione: dalla produzione dei primi abbozzi di ascidi (detti in gergo "cornetti") fino alla completa apertura degli ascidi


Ecco un ascidio di Sarracenia in formazione
Ascidi ormai prossimi all'apertura, notare come siano stati anticipati dalla fioritura.
Ascidio di Sarracenia aperto

Fiore

S. purpurea Ssp. venosa var. burkii in fiore
Il fiore del Genere Sarracenia è molto caratteristico ed appariscente.

E' composto da 5 sepali, 5 petali (di colore variabile dal giallo al rosso, a secondo della specie e/o varietà), da un grande stilo ad ombrello rovesciato (che ha la funzione di accumulare il polline rilasciato dalle antere) sulle quali estremità troviamo 5 stigmi. La fioritura avviene in primavera, ed è per molti coltivatori il segnale che il periodo del riposo vegetativo sta volgendo al termine: già verso Marzo (per i più fortunati che coltivano in serra fredda anche verso i primi di Febbraio) vedremo i primi boccioli spuntare dai nostri punti di crescita. I fiori vengono prodotti prima della apertura di nuovi ascidi, in modo da limitare le possibilità che gli insetti impollinatori (i principali sono i Bombi) finiscano per essere predati. Nel giro di un mese o poco più, attraverso una crescita progressiva, arriveremo alla completa apertura del fiore.


Non è raro che le Sarracenie possano effettuare, sul finire dell'estate (tra fine Agosto e Settembre), un seconda fioritura stagionale.
Questa fioritura è però spesso abortiva (il fiore non si apre proprio) o comunque molto meno vigorosa rispetto a quella primaverile: lo stelo floreale spesso non supera i 10 cm in altezza ed il fiore non è molto fertile, quindi si consiglia di tagliarlo e far risparmiare energie alla pianta in vista del riposo vegetativo, per poi godersi, alla primavera successiva, la fioritura primaverile.


Ora vedremo, attraverso una sequenza fotografica, l'evoluzione del fiore, dalla produzione di un timido bocciolo fino alla completa apertura.

Ecco il bocciolo del fiore fare capolino dal punto di crescita della nostra Sarracenia
Ecco dopo la situazione a distanza di un paio di settimane: lo stelo è ben alto ma ancora perfettamente dritto
Dopo alcuni giorni lo stelo floreale comincia ad incurvarsi nella parte più distale
il bocciolo comincia piano piano ad aprirsi nei giorni successivi....


.....ormai ci siamo quasi....
S. flava var. rubricorpora in fiore: notare come il fiore sia sbocciato prima dell'apertura degli ascidi
Dettaglio del fiore


Anatomia dell'ascidio

Opercoloeperistomasarra.JPG
Ascidio di S. purpurea sezionato in modo da poterne osservare l'interno: notare come l'area 3 sia priva di peluria.


L'ascidio delle Sarracenie è così complesso da meritare un capitolo a parte in questa scheda.
L'interno dell'ascidio può essere suddiviso all'incirca in 4 zone distinte:

Zona 1:Opercolo

Nelle sarracenie ad ascidio eretto, l'opercolo copre l'imboccatura dell'ascidio, evitando che la pioggia possa cadere al suo interno. L'opercolo ha anche funzione di "pista di atterraggio" per le prede, che seguendo la scia di nettare via via più consistente verso la parte inferiore dell'opercolo (definita in gergo la "gola" dell'ascidio)saranno indirizzate verso la bocca dell'ascidio.

Alcune specie, in particolare S. minor e S. psittacina, hanno un opercolo particolarmente inclinato verso l'apertura dell'ascidio. In queste specie gli opercoli (o le superfici subito alle spalle degli opercoli) sono ornati da "finestre" trasparenti prive di clorofilla, che confondono le prede (gli insetti non hanno la percezione del "trasparente, questo è il motivo per il quale vediamo spesso le mosche sbattere insistentemente contro i vetri delle finestre). Una volta arrivata al di sotto dell'opercolo, la preda si troverà in una zona d'ombra, e sarà spinta a volare verso la luce di queste false aperture, sbattendo rovinosamente contro una parete rigida e scivolando verso gli abissi dell'ascidio (questa caratteristica la ritroviamo anche nella Darlingtonia californica, sempre appartenente alla Famiglia delle Sarraceniaceae).
Fa eccezione la Sarracenia purpurea, dove l'opercolo non ha funzione di "ombrello" ma è rivolto verso l'alto, in modo da favorire l'ingresso dell'acqua negli ascidi,dato che il metodo di cattura e digestione di questa specie sfrutta proprio l'acqua accumulata.

Zona 2: Peristoma ed ingresso della trappola

Il peristoma è definito in gergo il "labbro" dell'ascidio, e contorna l'apertura dell'ascidio (definita in gergo carnivoro la "bocca" dell'ascidio). La superficie del peristoma e la superficie subito all'interno della bocca è rivestita da una parete cerata, quindi molto scivolosa. L'insetto è spinto ad avventurarsi in questa zona dalle secrezioni zuccherine che per gravità tendono a scivolare verso l'interno dell'ascidio. In questo modo l'incauto insetto perderà la presa e scivolerà dentro l'ascidio.


Zona 3: Parte superiore dell'ascidio

Posta subito al di sotto della zona 2,nelle Sarracenie ad ascidio eretto è rivestita da una fitta e sottile peluria rivolta verso il basso. Gli insetti non riescono ad arrampicarsi su questi peli, che anzi, a mo' di ciglia, spingono l'insetto sempre più in basso. Nella S. purpurea invece questa zone è completamente liscia. Sono presenti ghiandole digestive che secernono amilasi, proteasi, fosfatasi, nucleasi (le Sarracenie digeriscono lungo tutta la superficie dell'ascidio, tranne che negli ultimi 4-5cm superficiali,corrispondenti alla zona 2, dove è presente la parete cerata).

L'ingegnoso metodo di cattura delle Sarracenie ad ascidio eretto è strutturato in modo da impedire anche la fuga di insetti volanti: Mentre i più grandi, non potendo aprire le ali e quindi volare, semplicemente si "incastrano" nell'ascidio; gli insetti volanti più piccoli sono intrappolati sfruttando un noto principio fisico, il teorema di Bernoulli. Questo teorema ci dice che in un condotto contenente un fluido (in questo caso l'aria, mossa dal battito di ali disperato dell'insetto che tenta la fuga), dove la sezione del condotto è minore abbiamo più velocità di flusso e minor pressione, mentre dove la sezione del condotto è maggiore abbiamo minor velocità del flusso ma anche maggior pressione. Questo significa che in un condotto conico come l'ascidio, l'insetto avrà sempre al di sopra delle sue ali una sezione di condotto più largo e quindi maggior pressione al di sopra delle ali: creare portanza e decollare sarà quindi impossibile. Ovviamente la Sarracenia purpurea non ha bisogno di questo principio fisico perchè l'acqua contenuta negli ascidi bagna le ali degli insetti, rendendo impossibile il decollo.

Zona 4: Fondo dell'ascidio

Questa è la zona finale. Nel fondo dell'ascidio si accumulano i fluidi digestivi ed i liquami fuoriusciti dai cadaveri degli insetti. In questa zona c'è una enorme distribuzione di ghiandole deputate all'assorbimento.

Coltivazione

Le varie specie e sottospecie di Sarracenia si possono coltivare quasi tutte nella stessa maniera.
Sono piante che necessitano di moltissima acqua e sole diretto,torba di buona qualità e un vaso adatto alle proprie dimensioni. La coltivazione di questa specie non implica molta fatica, solo nel periodo dei "rinvasi" ci si deve rimboccare le maniche.

Il composto è il classico torba e perlite (o ghiaia di quarzo, nel caso la perlite fosse irreperibile) in proporzione 1 a 1, molti coltivatori in base delle loro esperieze amalgamano i due componenti in diverse quantità, ma è una scelta soggettiva (anche se è uso comune, soprattutto nel caso di utilizzo di ghiaia di quarzo al posto della perlite, fare 70% torba e 30% ghiaietto per non appesantire troppo il substrato).
Il vaso deve essere profondo per favorire la radicazione verticale della pianta ed ampio per non costringere il rizoma.

Alcuni coltivatori, per favorire lo sviluppo degli ascidi, recidono lo stelo floreale dopo che ha raggiunto i 5-6 cm: in questo caso è essenziale recidere soltanto il bocciolo, lasciando intatti almeno 3-4cm di stelo, che seccherà lentamente; difatti tagliando troppo vicino all'attaccatura del rizoma, si rischia la marcescenza del punto di crescita (e questo ci fa capire che le Sarracenie sono più delicate rispetto alle Dionee, nelle quali il taglio dello stelo può esser effettuato vicinissimo alla base). In tal modo la pianta si servirà delle energie destinate al fiore per la produzione di ascidi.
Altri invece non intervengono per vari motivi: eventuali impollinazioni, raccolta semi oppure perché ritengono giusto lasciare che la pianta segua il suo ciclo naturale in modo completo. Il taglio è una cosa arbitraria; ciascuno consideri le proprie esigenze. E' invece un errore grave tagliare i phyllodia, che sono molto importanti per la fotosintesi clorofilliana! Alla ripresa vegetativa si potranno poi asportare gli ascidi ed i phyllodia rimasti dalla precedente stagione. Non fare assolutamente uso di concimi perché sono nocivi alla pianta. Non occorre nutrirle artificialmente in quanto provvedono autonomamente.


Riposo vegetativo

Queste piante hanno bisogno di un riposo vegetativo invernale di almeno 3 mesi: in questo periodo la Sarracenia non ha bisogno di molta luce (ma ovviamente una esposizione soleggiata mette al riparo da attacchi funginei), ed è sufficiente mantenere umido il substrato, eventualmente togliendo anche il sottovaso. E' molto importante assicurarsi che la pianta in dormienza, soprattutto se giovane, non sia soggetta a forti e prolungate gelate, che potrebbero indebolirla a tal punto da ucciderla.
Sono piante originarie di paesi dove difficilmente si va sotto lo zero (soltanto la S. purpurea ssp. purpurea è abituata a temperature estreme, essendo originaria di stati Americani più a nord, fino ad arrivare al confine con il Canada), e quando capita, è soltanto per poche notti di seguito. Le temperature ideali di riposo sono comprese tra i 3 ed i 10 gradi.
Si consiglia il riparo in serra fredda.

Parassiti e Malattie

I parassiti principali delle Sarracenie sono:



Tra gli insetticidi il più efficace è il Reldan 22, mentre per infestazioni non troppo pronunciate si può usare ilProvado plus. Se si volesse usare un rimedio naturale, ottima soluzione è la Macerata di tabacco.


Come Malattie, causate da funghi, abbiamo:

Il rimedio contro tutti i funghi della parte aerea (tutti i sopracitati tranne il Phytium ed il Cancro del rizoma) è il Proclaim combi, mentre per le patologie dell'apparato radicale (cauusate dal Phytium) va usato il Previcur. Per il cancro del rizoma, malattia fortunatamente abbastanza rara, seguire le istruzioni di questa scheda

Riproduzione

Esistono principalmente 3 metodi di riproduzione di una Sarracenia:

I semi sono pronti in tarda estate-inizi autunno e necessitano di stratificazione a freddo per germinare. Con questa tecnica otterremo diverse plantule tutte diverse genotipicamente e probabilmente anche fenotipicamente.

Questi ultimi due metodi ci permetteranno di "clonare" la pianta madre, quindi avremo piante tutte uguali tra loro.

Rinvaso

E' utile seguire questo tutorial su Divisione e rinvaso di una Sarracenia


RIASSUMENDO:

  • Substrato: torba 50% e perlite 50%
  • Acqua: demineralizzata, piovana o da osmosi inversa sempre presente nel sottovaso
  • Luce: sole diretto tutto l'anno
  • Temperature medie: minima 0°C circa, massima 40°C circa
  • Vaso: ampio e profondo
  • Riposo invernale: si
  • Fioritura: inizio primavera,alcune specie anche successivamente
  • Riproduzione: seme,divisione di rizoma,talea

Voci correlate

  • Autori: Er Biconzo, Sonia80pi, Anatol "Drosero89" Bruschi
  • Fonti IMG: Utenti CPItalia.net
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