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Guida base coltivazione

Guida base coltivazione

Messaggioda Lara » 19/05/2010, 9:40

Ciao ragazzi, ho preparato questa guida base per la coltivazione delle piante carnivore, l'ho scritta in word e la utilizzerò domenica per la mostra, verrà  consegnata a tutti coloro che acquisteranno una piantina carnivora e a chi vorrà  impararsi qualcosina anche senza acquistarla.

Avrei bisogno dei vostri pareri, ditemi se è fatta bene, fatemi critiche, commenti, ditemi se c'è qualcosa da puntualizzare, correggere, aggiungere...

COLTIVARE PIANTE CARNIVORE

DIONAEA MUSCIPULA
La dionaea è la pianta pi๠diffusa nei vivai e nei garden delle nostre zone, è caratterizzata dalla rapida chiusura della í¢â‚¬Å“boccaí¢â‚¬ e per questo motivo solitamente è la pianta che pi๠affascina tra le carnivore. Proviene dalla Carolina (USA), dove il clima non è molto dissimile da quello italiano e la sua coltivazione nel nostro paese non è difficile, se si seguono particolari accorgimenti.
Terriccio: le dionaee in natura vivono in torbiere acide, è quindi importante che la torba sia una torba bionda acida di sfagno con PH in acqua che non superi il 4,5! La torba dev'essere priva di qualsiasi tipo di addizionante, fertilizzante o altro.
Acqua: la dionaea vive in terreni paludosi, l'acqua non le deve mai mancare, bisogna utilizzare solo acqua distillata, osmotica o piovana, insomma acqua poverissima di sali, calcare e altri elementi come metalli e cloro. Nel periodo invernale il substrato deve sempre rimanere umido, mentre nel periodo estivo dev'essere fradicio, quindi è bene lasciare sempre nel sottovaso almeno 2-3 cm di acqua. L'uso sbagliato di acqua porta al deperimento e alla conseguente morte della pianta.
Luce: la luce per le piante carnivore è fondamentale, in natura la dionaea riceve anche 10 ore di sole diretto, il minimo indispensabile per la sua crescita è di 5-6 ore di sole diretto. La migliore esposizione è in zona completamente soleggiata, esposta al sud. Non va messa all'ombra o in casa.
Rinvasi: febbraio è il periodo ideale, ovvero subito prima della ripresa vegetativa il composto ideale è 60% torba bionda acida di sfagno e 40% perlite (agriperlite, la potete trovare nei consorzi agrari).
Inverno: come detto in precedenza, la dionaea vive in zone il cui clima non differisce molto dal nostro, in inverno può tranquillamente vivere all'aperto (meglio se in serra fredda per non fare congelare la torba a lungo). Ha bisogno di un vero e proprio letargo invernale, durante il quale non produrrà  nuove foglie, seccherà  ed annerirà  le vecchie. La dionaea ha bisogno di questo riposo per recuperare le forze che le serviranno in primavera, quindi NON TENETE LA VOSTRA PIANTINA AL CALDO.
Tollerano tranquillamente temperature comprese tra i 0í‚°C e i 35í‚°C, per pochi giorni possono superare questo intervallo in negativo o in positivo.
Altre informazioni: non date da mangiare alla pianta, la dionaea mangia solo insetti di piccole dimensione e soprattutto vivi, non ha bisogno di esser nutrita, saprà  cavarsela da sola. Non fate scattare le trappole a vuoto solo per divertirvi, la dionaea impiega molte forze per farle chiudere. Non fertilizzare in alcun modo il substrato, non ne ha bisogno, necessita di terreni poverissimi. Al risveglio primaverile produrrà  uno stelo floreale (se la pianta è adulta) è consigliabile tagliare lo stelo quando questo raggiunge i 4-5 cm prima che fiorisca, la fioritura usa molte delle energie della pianta.

DROSERA
Il genere drosera comprende moltissime specie diverse tra loro come forma e come esigenze, anche queste come le dionaee vivono su terreni torbosi costantemente umidi, possiamo trovare alcune drosere anche qui in Italia. Le specie però pi๠facili da coltivare vivono in Sudafrica.
Cercheremo di darvi consigli sulle specie pi๠comuni: D. aliciae, D. binata, D. capensis, D. filiformi, D. natalensis, D. nidiformis, D. intermedia, D. spatulataí¢â‚¬¦ etcí¢â‚¬¦
Terriccio: le drosere in natura vivono in torbiere acide, è quindi importante che la torba sia una torba bionda acida di sfagno con PH in acqua che non superi il 4,5! La torba dev'essere priva di qualsiasi tipo di addizionante, fertilizzante o altro.
Acqua: la drosera vive in terreni paludosi, l'acqua non le deve mai mancare, bisogna utilizzare solo acqua distillata, osmotica o piovana, insomma acqua poverissima di sali, calcare e altri elementi come metalli e cloro. Nel periodo invernale il substrato deve sempre rimanere umido, mentre nel periodo estivo dev'essere fradicio, quindi è bene lasciare sempre nel sottovaso almeno 2-3 cm di acqua. L'uso sbagliato di acqua porta al deperimento e alla conseguente morte della pianta.
Luce: la luce per le piante carnivore è fondamentale, in natura le drosere ricevono molte ore di sole diretto, il minimo indispensabile per la sua crescita è di 5-6 ore di sole diretto. La migliore esposizione è in zona completamente soleggiata, esposta al sud. Non va messa all'ombra o in casa.
Rinvasi: febbraio è il periodo ideale, ovvero subito prima della ripresa vegetativa il composto ideale è 70% torba bionda acida di sfagno e 30% perlite (agriperlite, la potete trovare nei consorzi agrari).
Inverno: la maggior parte delle drosere non tollerano temperature inferiori ai 5í‚°C quindi è consigliabile tenerle in zone riparate e che non scendano oltre queste condizioni. Le drosere che resistono sotto i 5í‚°C sono la D. filiformis, la D. intermedia e la D. rotundifolia.
Altre informazioni: non date da mangiare alla pianta, la drosera mangia solo insetti di piccole dimensione e soprattutto vivi, non ha bisogno di esser nutrita, saprà  cavarsela da sola. Non fertilizzare in alcun modo il substrato, non ne ha bisogno, necessita di terreni poverissimi. Le drosere amano un'alta umidità  atmosferica.

SARRACENIA
Le sarracenie sono piante native dell'America settentrionale (Stati Uniti e Canada). Come tutte le carnivore prediligono substrati torbosi, umidi, paludosi a ph acido. Sono piante perenni costituite da un rizoma e foglie ad ascidio, solitamente allungate verticalmente come per le S. flava o striscianti a terra come le S. psittacina. Per attirare gli insetti le piante hanno colori vistosi, inoltre le foglie producono secrezioni all'esterno e enzimi digestivi all'interno degli ascidi. Le pareti interne sono rivestite di cera e di peli rivolti verso il basso questo fa si che gli insetti che cadono nella trappola non possano pi๠uscire.
Terriccio: le sarracenie in natura vivono in torbiere acide, è quindi importante che la torba sia una torba bionda acida di sfagno con PH in acqua che non superi il 4,5! La torba dev'essere priva di qualsiasi tipo di addizionante, fertilizzante o altro.
Acqua: la sarracenia vive in terreni paludosi, l'acqua non le deve mai mancare, bisogna utilizzare solo acqua distillata, osmotica o piovana, insomma acqua poverissima di sali, calcare e altri elementi come metalli e cloro. Nel periodo invernale il substrato deve sempre rimanere umido, mentre nel periodo estivo dev'essere fradicio, quindi è bene lasciare sempre nel sottovaso almeno 4-5 cm di acqua. L'uso sbagliato di acqua porta al deperimento e alla conseguente morte della pianta.
Luce: la luce per le piante carnivore è fondamentale, in natura le sarracenie ricevono molte ore di sole diretto, il minimo indispensabile per la loro crescita è di 5-6 ore di sole diretto. La migliore esposizione è in zona completamente soleggiata, esposta al sud. Non va messa all'ombra o in casa. L'ideale sarebbe fornirgli 10 o pi๠ore di sole al giorno.
Rinvasi: febbraio è il periodo ideale, la sarracenia non ama i rinvasi, quindi cercate di preferire sempre vasi abbastanza capienti, in modo da dover invasare il meno possibile (magari ogni 2 anni). Il composto ideale è 50% torba bionda acida di sfagno e 50% perlite (agriperlite, la potete trovare nei consorzi agrari).
Inverno: le sarracenie sopportano tranquillamente temperature anche prossime agli 0í‚°C, per pochi giorni possono anche stare sotto zero, ma bisogna assicurarsi che il substrato non ghiacci completamente perchà© la pianta ha sempre la necessità  di bere. Mantenete umido il substrato anche nel periodo invernale, umido, ma non fradicio.
Ha bisogno di un vero e proprio letargo invernale, durante il quale non produrrà  nuove foglie, seccherà  ed annerirà  le vecchie. La sarracenia ha bisogno di questo riposo per recuperare le forze che le serviranno in primavera, quindi NON TENETE LA VOSTRA PIANTINA AL CALDO.
Tollerano tranquillamente temperature comprese tra i 0í‚°C e i 35í‚°C, per pochi giorni possono superare questo intervallo in negativo o in positivo.
Altre informazioni: non date da mangiare alla pianta, la sarracenia mangia solo insetti di piccole dimensione e soprattutto vivi, non ha bisogno di esser nutrita, saprà  cavarsela da sola. Non fertilizzare in alcun modo il substrato, non ne ha bisogno, necessita di terreni poverissimi. I fiori non sono autoimpollinanti e i semi hanno bisogno di una stratificazione. I fiori spuntano, al momento del risveglio, prima degli ascidi.

DARLINGTONIA
àˆ chiamata anche pianta cobra per la tipica "lingua nettarifera" simile a quella di un cobra. La Darlingtonia è una pianta insettivora, il rizoma è breve e strisciante. I suoi ascidi, possono raggiungere dai 50 ai 75 cm di altezza, sono a forma di tubo espanso, verdi, con venature rosso bruno e maculati di macchie bianche sulla parte superiore del dorso dell'ascidio, queste zone sono in realtà  zone pi๠sottili, "progettate" per lasciare passare la luce a l'interno della trappola. Si suppone che queste "finestre" servano per rassicurare l'insetto che decida di raccogliere il nettare nell'ascidio, incoraggiandolo a proseguire lungo la trappola, per poi, non trovare pi๠l'uscita. Gli ascidi sono avvolti su se stessi con un caratteristico coperchietto all'apice che ricopre una piccola apertura ed è dotata di un'appendice triangolare verde, somigliante ad un baffo lungo. In tal modo l'acqua piovana non può entrare a diluire il liquido viscido, una sorta di "succo gastrico" prodotto dall'ascidio.
Solo la parte inferiore però possiede piccoli peli, la parte superiore invece è liscia e scivolosa.Lo stelo del fiore è elegante e solitamente pi๠alto delle "foglie". All'interno dell'opercolo sono localizzate delle ghiandole nettarifere che attirano gli insetti. Questi, quando stanno per riprendere il volo, si dirigono verso la luce e cozzano contro la cupola, fino a cadere in fondo all'ascidio dove verranno digeriti dalla pianta grazie agli enzimi secreti da cellule costituenti le pareti interne.
Terriccio: le sarracenie in natura vivono in torbiere acide, è quindi importante che la torba sia una torba bionda acida di sfagno con PH in acqua che non superi il 4,5! La torba dev'essere priva di qualsiasi tipo di addizionante, fertilizzante o altro.
Acqua: la Darlingtonia dovrà  sempre avere acqua nel sottovaso durante il periodo di crescita, e si consiglia di annaffiare la pianta regolarmente anche dall'alto, con acqua fresca ed ovviamente osmotica. (alcuni coltivatori ne tengono in frigo una bottiglia) altri invece usano metter sullo sfagno dei cubetti di ghiaccio (osmotici anche questi) che sciogliendosi daranno sollievo all'apparato radicale della pianta in questione.
Luce: in inverno la si può tenere esposta a sud, mentre in estate va tenuta in posizione semi-soleggiata, cioè in una posizione che permetta alla pianta di stare in ombra durante le ore di punta del caldo sole estivo.
La Darlingtonia, teme le temperature troppo elevate, ed è quindi consigliabile durante i periodi pi๠caldi proteggerla dal caldo, in una zona fresca ed areata.
Rinvasi: sono consigliati verso la fine dell'inverno e l'inizio della primavera quando le temperature sono ancora abbastanza fredde. Il composto ideale è 50% torba bionda acida di sfagno e 50% perlite (agriperlite, la potete trovare nei consorzi agrari) il tutto dovrà  essere ricoperto, negli ultimi 4-5 cm del vaso da uno strato di sfagno vivo. Il rizoma dovrà  essere posto ben orizzontalmente sul composto, immerso nello sfagno. àˆ consigliabile utilizzare un vaso di coccio, quest'ultimo infatti, durante l'estate, non surriscalda troppo il substrato, condizione necessaria alla darlingtonia per sopravvivere alle temperature pi๠alte.
Inverno: le darlingtonie sopportano tranquillamente temperature anche prossime agli 0í‚°C, per pochi giorni possono anche stare sotto zero, ma bisogna assicurarsi che il substrato non ghiacci completamente perchà© la pianta ha sempre la necessità  di bere. Mantenete umido il substrato anche nel periodo invernale, umido, ma non fradicio.
Ha bisogno di un vero e proprio letargo invernale, durante il quale non produrrà  nuove foglie, seccherà  ed annerirà  le vecchie; ha bisogno di questo riposo per recuperare le forze che le serviranno in primavera, quindi NON TENETE LA VOSTRA PIANTINA AL CALDO.
Tollerano tranquillamente temperature comprese tra i 0í‚°C e i 35í‚°C, per pochi giorni possono superare questo intervallo in negativo o in positivo.

NEPHENTES

Si possono dividere in due gruppi, a seconda che provengano da altitudini superiori o meno ai 1000 metri. Questo è importante per capire le temperature di cui avranno bisogno in coltivazione. Le piante di montagna vivono durante l'anno ad una temperatura media diurna di 20í‚° C, con una forte escursione termica notturna che porta la temperatura fino a 5/10í‚° C. Le piante di pianura invece hanno una media annuale che rimane intorno ai 20/30í‚° C, con massime di 40í‚° C e senza notevoli escursioni termiche. Per la coltivazione delle specie di montagna (tanto popolari per la loro bellezza quanto problematiche perchà© lente e difficili) la cosa pi๠importante in assoluto è mantenere temperature notturne molto basse. Una buona luce, un buon composto e una buona umidità  non possono sostituire la giusta temperatura!
Terriccio: le nepenthes in natura vivono in torbiere acide, è quindi importante che la torba sia una torba bionda acida di sfagno con PH in acqua che non superi il 4,5! La torba dev'essere priva di qualsiasi tipo di addizionante, fertilizzante o altro.
Acqua: la nephentes vive in terreni semi-paludosi, l'acqua non le deve mai mancare, ma allo stesso tempo non dev'essere troppa, bisogna utilizzare solo acqua distillata, osmotica o piovana, insomma acqua poverissima di sali, calcare e altri elementi come metalli e cloro. Sia nel periodo invernale che in quello estivo il substrato deve sempre rimanere umido, non bisogna lasciare ristagni d'acqua, alcune specie necessitano di terrario per tenere umidità  alta e costante. L'uso sbagliato di acqua porta al deperimento e alla conseguente morte della pianta.
Luce: la luce per le piante carnivore è fondamentale, in natura le nephentes ricevono molte ore di luce non diretta, la corretta esposizione è in zona ombreggiata, ma con luce costante.
Rinvasi: febbraio è il periodo ideale, ovvero subito prima della ripresa vegetativa il composto ideale è 50% torba bionda acida di sfagno e 50% perlite (agriperlite, la potete trovare nei consorzi agrari), si possono avvolgere le radici in sfagno vivo qualora sia a disposizione.
Inverno: nessuna nepenthes tollera temperature inferiori ai 15í‚°C, è bene informarsi maggiormente sul tipo di nepenthes che si possiede e sul modo ideale di coltivazione, per le specie pi๠classiche come la N. ventrata, N. miranda e N. alata, in inverno è sufficiente tenerle davanti ad una finestra dalla quale passi molta luce, a temperature non inferiori ai 15-16í‚°C.
Altre informazioni: non date da mangiare alla pianta, la nephentes mangia solo insetti di piccole dimensione e soprattutto vivi, non ha bisogno di esser nutrita, saprà  cavarsela da sola. Non fertilizzare in alcun modo il substrato, non ne ha bisogno, necessita di terreni poverissimi. Le nephentes amano un'alta umidità  atmosferica. Nei calici deve esser sempre contenuta un po' di acqua osmotica.


Testo a cura di: LARA DEMETRI
Ulteriori schede di coltivazione presenti anche sul sito: http://www.aipcnet.it
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Re: Guida base coltivazione

Messaggioda prized » 19/05/2010, 9:53

non ho letto le altre, ma quella sulla dionaea mi sembra un po troppo generica, no?! Io direi che comunque gli si può far saltare il riposo in terrario, ma ne citerei le conseguenze..
Il substrato 60-40 penso sia la percentuale che usi tu, io per esempio uso 40-60 torba-perlite e comunque varia di volta in volta, e può anche arrivare a 30-70 e pià¹...
Acqua a 2-3 cm sempre nel sottovaso è giusto, ma c'è chi le tiene ammollo come le sarre o con l'acqua a metà  vaso...

Comunque ottimo lavoro Lara, se gli dai una ripassata oggettiva hai una buona base per qualcosa di veramente utile..
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Re: Guida base coltivazione

Messaggioda Lara » 19/05/2010, 10:22

Questa guida l'ho fatta in particolare per chi si avvicina al mondo delle piante carnivore acquistando una pianta in un garden o su una bancherella, quindi direi che solitamente chi si avvicina al mondo delle carnivore ha bisogno di una guida generica da cui iniziare, compresi dosaggi torba-perlite e cm di acqua nel sottovaso.
Poi in realtà  anche io le tengo ammollo, e uso anche 50%-50% torba e perlite. Ma volevo proprio stare sul generico anche perchè ne stamperò un pò e non posso fare un'enciclopedia! :D
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Re: Guida base coltivazione

Messaggioda prized » 19/05/2010, 10:26

ops, sai che non avevo letto che l'avresti portata alla mostra, ma pensavo fosse una guida fatta e finita?!?! :asd:
Per il tuo scopo direi che va benissimo, poi ovviamente spiegherai tutto a voce e la guida rimarrà  come un vademecum per i dubbi
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Re: Guida base coltivazione

Messaggioda aquilone » 19/05/2010, 16:27

complimenti ottimo lavoro! :)
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Re: Guida base coltivazione

Messaggioda Er Biconzo » 19/05/2010, 19:37

io ed anto abbiamo sistemato quella che ci hai mandato, quando vuoi te la rimandiamo indietro :)
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